Le Calandre: la giovane stella del Veneto che ha fatto dell’essenzialità un manifesto

da | Dic 26, 2025 | Guida gastronomica

Storia e contesto

A Rubano, sobborgo collinare di Padova, sorge un ristorante che ha cambiato il concetto di “cucina veneta”. Le Calandre apre nel 1981 come trattoria di famiglia, gestita da Rita e Erminio Alajmo. Nel 1994, a soli 22 anni, il figlio Massimiliano prende le redini dei fornelli. Nel 2002 arriva la prima stella Michelin, nel 2006 la seconda, nel 2011 la terza. A 28 anni, Alajmo diventa il più giovane chef tre stelle d’Italia e d’Europa.

La svolta filosofica avviene nel 2010: Alajmo abbandona la “cucina di ricetta” per la “cucina di emozione”. Nasce il concetto di “cucina sensuale”: piatti che parlano ai sensi, non alla memoria. Nel 2016 apre Il Calandrino, bistrot informale nello stesso complesso, e Caffè Stern a Parigi. Nel 2020 fonda Ex.It, piattaforma di ricerca su alimentazione e benessere, con laboratorio di analisi sensoriali e nutrizionali.

Il territorio è il Parco Regionale dei Colli Euganei: vulcani spenti, terre ricche di minerali, microclima mite che permette colture impossibili altrove. Qui nascono i vini dei Colli Euganei (Serprino, Garganega, Merlot, Cabernet), gli olii extravergini monovarietali (Favarol, Leccino, Rasara), le erbe aromatiche spontanee (salvia selvatica, timo, origano) che Alajmo usa come “spezie del posto”.

Filosofia gastronomica

Il manifesto di Alajmo si chiama “In.gredienti” (2014): un libro-manifesto dove il punto separa il “dentro” (in) dal “che sta avanti” (gredienti). La cucina deve entrare dentro le materie prime, comprenderne l’anima, per poi portarle avanti, verso il futuro. Tre pilastri:

  1. Essenzialità: ogni piatto non deve contenere più di 3-4 ingredienti principali. “La complessità nasce dalla profondità, non dalla quantità”.
  2. Tecniche invisibili: sottovuoto, bassa temperatura, fermentazioni, liofilizzazioni. Il risultato deve sembrare “naturale”, anche se richiede 48 ore di lavorazione.
  3. Benessere integrato: nel 2018 Alajmo introduce il “Menu Benessere”, sviluppato con nutrizionisti e psicologi, dove ogni piatto è accompagnato da indicazioni su energia, digestibilità, effetto umore. Non è “cucina dietetica”, è “cucina che rispetta il corpo”.

La filiera è garantita da “I Forni di Calandrino”: rete di 40 agricoltori e artigiani del Veneto, selezionati e formati direttamente dal ristorante. Carne di razze autoctone (Grigio Alpina, Piemontese), pesce dell’Alto Adriatico (sardine, sgombro, branzino), verdure dei Colli (asparagi bianchi, carciofi violetti, zucca delica), formaggi di malga (Asiago, Monte Veronese, Grana Padano riserva 36 mesi).

Piatti emblematici

“Riso cacio e pepe”
Il piatto-simbolo, nato nel 1996, rivisitato nel 2016. Non è un risotto, è un “riso cotto come pasta”: Carnaroli tostato in padella, cotto in brodo vegetale, mantecato fuori dal fuoco con Pecorino Romano DOP e pepe nero di Kampot. La texture è “al dente”, la crema viene solo dal grasso del formaggio (80 g per porzione, contro i 150 g della tradizione). Il piatto intero: 420 kcal, 14 g proteine, 18 g grassi (di cui 12 saturi), 52 g carboidrati. La versione “Benessere” sostituisce il 30% del riso con cavolfiore frullato: -80 kcal, +3 g fibre, indice glicemico ridotto del 25%.

“Gambero crudo e cotto”
Gambero rosso di Mazzara del Vallo, servito in due temperature: la coda cruda, marinata 30 secondi in olio e limone; il capo cotto 20 minuti a 62°C, ridotto in salsa. Il piatto esplora il concetto di “integrità”: nessuna parte del gambero è sprecata. Il brodo di teste e carapace diventa base per il risotto successivo. Valori nutrizionali: 180 kcal, 24 g proteine, 8 g grassi (omega-3 da crostacei), 2 g carboidrati.

“Zabaione al cucchiaio”
Il dolce che ha fatto storia. Tuorli, zucchero, Marsala, montati a 85°C in bagno maria, serviti immediatamente con biscotto di mandorle. La texture è “crema inglese solida”, il sapore equilibrio perfetto tra dolce e alcolico. La versione classica: 280 kcal, 6 g proteine, 18 g grassi, 24 g carboidrati. La versione “Benessere” (2019): inulina al posto del 50% dello zucchero, Marsala ridotto, tuorli da galline allevate a terra (omega-3 ↑). Risultato: -60 kcal, indice glicemico -35%, stessa soddisfazione emotiva.

Approccio nutrizionale

Le Calandre ha anticipato di anni la tendenza “cucina salutare”. Dal 2018 ogni menu include:

  • Valori nutrizionali completi: kcal, proteine, carboidrati, grassi (sat/insat), fibre, sodio, colesterolo
  • Indice di sazietà (scala 1-10, basata su proteine + fibre / kcal)
  • Tempo di digestione stimato (dalle analisi del laboratorio Ex.It)
  • Effetto umore (“energizzante”, “rilassante”, “confortante”)

Il “Menu Benessere” (€ 220, 8 portate) è pensato per chi:

  • segue protocolli alimentari specifici (ipertensione, prediabete, sindrome metabolica)
  • pratica sport a livello agonistico
  • semplicemente vuole “mangiare bene senza sentirsi appesantito”

Caratteristiche:

  • Porzioni ridotte del 20% rispetto al menu classico
  • Grassi saturi < 10% kcal totali
  • Sodio < 1,5 g per pasto completo
  • Fibre > 15 g per pasto completo
  • Omega-3 / omega-6 ratio > 1:4

Per chi segue diete specifiche:

  • Senza glutine: pasta di riso, grano saraceno, amaranto
  • Senza lattosio: formaggi stagionati 36+ mesi (naturamente privi di lattosio), panna di soia, burro chiarificato
  • Vegetariano: 6 portate su 8, con uova e latticini
  • Vegano: 4 portate, con focus su legumi, cereali, fermentazioni

Perché vale il viaggio

Le Calandre è l’anti-osteria di lusso: niente tovaglie, niente posate d’argento, niente camerieri in smoking. Il locale è un cubo bianco di 40 posti, arredato da Philippe Starck (2012): sedie trasparenti, tavoli in resina, luci soffuse. L’atmosfera è quella di una galleria d’arte contemporanea, dove i piatti sono le opere.

Il servizio è informale ma preciso: i camerieri spiegano ogni piatto senza enfasi, il sommelier consiglia senza imporre. La durata del pasto è contenuta (2-2,5 ore per il menu completo), rispetto alle 3-4 ore di altre tre stelle. Questo è voluto: Alajmo crede che “la concentrazione intensa batte la durata estesa”.

Il rapporto qualità-prezzo è tra i migliori d’Italia per una tre stelle:

  • Menu “Massimiliano Alajmo” (12 portate): € 280
  • Menu “Benessere” (8 portate): € 220
  • Menu “Il Calandrino” (bistrot, 4 portate): € 85

La carta dei vini è enciclopedica sui Colli Euganei (300 etichette), con opzioni “by the glass” (€ 12-20) che esplorano vitigni rari (Fior d’Arancio, Moscato giallo, Cabernet franc).

Il vero valore aggiunto è la ricerca continua: ogni anno Alajmo presenta 3-4 piatti “sperimentali”, testati nel laboratorio Ex.It prima di entrare in carta. Mangiare da lui significa partecipare a un esperimento in corso, dove la scienza e l’arte si fondono.

Consigli pratici

  • Prenotazione: obbligatoria, 2-3 mesi di attesa. Il bistrot Il Calandrino è più accessibile (1 settimana).
  • Orari: pranzo 12.30-14.00, cena 19.30-22.00. Chiuso martedì e mercoledì a pranzo.
  • Abbigliamento: smart casual, niente formalità.
  • Allergie/intolleranze: comunicare al momento della prenotazione; il laboratorio Ex.It può analizzare ogni piatto.
  • Accompagnamento: i Colli Euganei sono patrimonio UNESCO, con terme (Abano, Montegrotto), ville palladiane (Maser), e il Santuario della Madonna della Salute.

Info utili

Le Calandre
Via Liguria, 1 – 35030 Rubano (PD)
Tel: +39 049 630303
https://alajmo.it/pages/homepage-le-calandre

info@ristorantelecalandre.com

Il Calandrino (bistrot)
Stesso indirizzo, ingresso separato
Tel: +39 049 630303
www.ilcalandrino.com

Menu e prezzi

  • Massimiliano Alajmo (12 portate): € 280
  • Benessere (8 portate): € 220
  • Il Calandrino (4 portate): € 85

Abbinamento vini: € 130 (Massimiliano) / € 100 (Benessere) / € 45 (Calandrino)